Sono qui, che attendo.
Attendo che cammini, che inizi a correre, che provi di nuovo a sentire l'aria addosso, aspetto che ti giri stupita e mi dici: ma era vero!
Attendo che ti prendi l'impegno, ogni giorno, di credere che sei oltre, che sei più, che sei meglio.
Aspetto ogni giorno che le parole si marchino a fuoco e sulla mela appaia il segno dei tuoi denti, il suono secco della polpa che si stacca, una goccia di sidro che ti scivola lungo il labbro.
Mi avvicino e lo lecco e mi allontano ridendo, perché già mi offri quintali di mele.
Attendo che tu mi dica: sono meglio di te e lo sapevi.
Ettore [ed] Andromaca [si] Respira[no]