chicchi di grandine
spazio piccolo, interstizio molecolare
non è un esercizio, ecco perché langue
non smarrirmi in assenza, curioso scivolare del dolore sulle pareti, dentro una cornice e chiedermi se si può vivere senza concedere spazio, l'emozione come il filo interdentale che preserva i pensieri dalla placca
cantastorie senza preveggenza
nulla si è avverato
la pianta del piede smotta leggermente sull'asfalto molle
le poche piante si illudono di turgore torrido e i corpi si insinuano nella cortina umida, fiatando illusioni
odio il calore dei sedili, intimità di terga in repellenza
cosa fare
delusi di noi stessi, nasi fiammiferai sui vetri di altrui successi o tali
firmo una petizione prima che salga il tasso alcolico
Sono qui, che attendo. Attendo che cammini, che inizi a correre, che provi di nuovo a sentire l'aria addosso, aspetto che ti giri stupita e mi dici: ma era vero!
Attendo che ti prendi l'impegno, ogni giorno, di credere che sei oltre, che sei più, che sei meglio.
Aspetto ogni giorno che le parole si marchino a fuoco e sulla mela appaia il segno dei tuoi denti, il suono secco della polpa che si stacca, una goccia di sidro che ti scivola lungo il labbro. Mi avvicino e lo lecco e mi allontano ridendo, perché già mi offri quintali di mele.
Attendo che tu mi dica: sono meglio di te e lo sapevi.
Finestre da cui si affacciano teatranti e artisti, suonatori di flauto e pittori, donne in grembiule che gridano pentole e olio di gomito, volti inquieti capaci di ricerche senza fine, modeste disperazioni, sanguigni orgogli, anime sagge che sfornano idee profumate di biscotto, spiriti illustri, compositori felici, braccia gravide di contraddizioni per un'analisi spicciola ed efficace, cuori persi, supponenti eccellenze, umane partecipate condivisioni.
Pago il conto.
Ti seguo con incedere felpato di ebbrezza.
Mi piace guardare la gente.
Affetta da una mistantropia senza distinzioni, provo, tuttavia, un'irrinunciabile attrazione per le persone.
Mi piacciono i pomeriggi nei caffè parigini ad osservare la passeggiata, rubando scampoli di discorsi, da cui fare scaturire universi di saggezza a spese altrui. Mi piacciono i vestiti, le camminate, il movimento, i cani scelti per sfoggio o per passione.
Mi piace spettegolare e non so se sia da casalinga; non so se esista una categoria maggiormente dotata in questo divertissement e inoltre, mai come con un uomo è vera arte tagliare colletti.
sono ubriaca fradicia.
almeno dimentico.
voi non esistete.
esiste solo emma.
voi siete il nulla.
voi siete gin.
Roboante, così è esploso il giorno. Un dardo al cuore di quei giorni intrisi fino sotto la pelle.
Atteso. Implorato.
Osservo la gente nel cristallo alone delle proprie richieste.
In autostrada, sfuiggendo al rinnnoceronte inseguimento, osservo il cielo dei dipinti romantici. L'arcobaleno, scala e drappeggio, ricorda che le particelle celesti si increspano al nostro movimento.
Lo sapevo che saresti stata il coppiere di divini incanti. Medusa senza seconda scelta.
Mi piace. Quando di notte, in punta di piedi, vai a scuotere, incerto desiderio, la scatola dei colori.
Non ti ho detto cosa ho sognato
mi sono assopita in un momento di fredda stasi, oggi
si, martini extra dry e vodka
Ho sognato che guidavi una mini cooper vecchia
con la capote abbassata che ci distruggeva ogni possibilità di parrucchiere
e piazzavo i piedi sul cruscotto
e cantavo a squarciagola
ti cantavo creuza de ma come Dori
non vedevi l' ora di arrivare per farmi tacere
Ombre di muri
Muri di marinai
E all' improvviso il blu grigiastro che ci avrebbe inghiottito
ho sognato di vacanza eterna
ma non ricordo proprio tutto
nah, niente oliva
Come dire, c'era una sensazione sospesa
nah, niente limone sul bordo
Come spiegarti, una sorta di attesa per qualcosa già passato
nah, niente gocce di veleno
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